Cape Coast

Appena tornata dai 3 giorni di training di arrivo a Cape Coast. Tranne per pochi secondi sono stata completamente sprovvista di connessione internet (yay!!!). Viaggio in taxi fino alla fermata dei bus e poi trotro fino a Cape Coast.

On the trotro (bus)

On the trotro (bus)

 

Altro taxi per raggiungere il cottage. Inizia la classica discussione: il tassista chiede circa quattro volte la tariffa onesta per la nostra destinazione, perché siamo 4 bianche. Alla fine riusciamo a contrattare per la metà della tariffa chiesta, grazie al nostro accompagnatore ovviamente.
Ci sono hotel, motel e botel! Arriviamo all’Hans Botel! Piscina e doccia con acqua corrente, ma la parte migliore sono i coccodrilli e le colonie di uccelli che nidificano sugli alberi intorno al laghetto. C’era anche un serpente nel lago ma per fortuna lo abbiamo visto solo a poche ore dalla partenza.

 

Breakfast with crocodiles

Colazione con i coccodrilli

La formazione si svolge di mattina e primo pomeriggio cosi abbiamo occasione anche di visitare Cape Coast e il castello. Abbiamo qualche difficolta’ a trovare un taxi, ne passano tanti fuori al cottage ma o non vogliono portarci perche’ siamo in 5 oppure chiedono un prezzo altamente inflazionato perche’ siamo bianchi. Finalmente troviamo un tassita che ci porta tutti per la modica cifra di 10cedi!!! Praticamente lo assumiamo come nostro autista,  prendiamo il suo numero di telefono e lo facciamo chiamare ogni volta che dobbiamo andare in centro a Cape Coast o tornare in albergo.

 

Cape Coast downtown

 

Cape Coast Castle, construito appositamente per la tratta degli schiavi nel 1653 e ampliato due volte alla fine del ‘700 quando assume la forma odierna. Gli schiavi venivano tenuti nei sottarranei in due diverse aree, una per le donne e una per gli uomini, prima di passare la “door of no return” (porta del non ritorno) ed intraprendere il viaggio verso le colonie americane. Qualche anno fa, simbolicamente, due discendenti hanno passato la porta del non ritorno nell’altro senso, rompendo simbolicamente la catena ed e’ stato apposto il segno “door of return” (porta del ritorno): i ghanesi e tutti gli africani discendenti degli schiavi sono ora liberi di tornare alla terra delle loro origini, nel Ghana libero e indipendente.

 

Finiamo il training mercoledi’ a pranzo e ripartiamo per Accra, nel trotro la tv ci delizia con un film ghanese che e’ un misto tra telenovela venezuelana degli anni ’80 girato con la professionalita’ cinematografica di una candid camera.

Advertisements

One thought on “Cape Coast

  1. Pingback: 10 giorni in Ghana | Annalisa Foglia' blog

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s