L’odore dell’Africa

L’arrivo ad Accra e’ in perfetto orario, anzi l’aereo atterra con qualche minuto di anticipo,ore 19.54. Il capitano ci avvisa a pochi minuti dall’atterraggio di uno spray che devono spruzzare in cabina, pratica imposta dalla legge ghanese. Appena scendo dall’aereo, oltre al caldo sento un odore particolare, credo sia l’aeroporto. Pochi metri in navetta, controllo certificato vaccinazione febbre gialla e poi in fila. Continuo a sentire quell’odore. Dopo circa un’ora e’ il mio turno. Impronte digitali e la donna alla sicurezza mi comunica che il mio permesso dura 2 mesi e dovro’ rinnovarlo successivamente, ma ne ero gia’ a conoscenza. Ringrazio, penso solo a uscire il prima possibile, non voglio far aspettare ulteriormente. Prendo i bagagli, che mi appaiono davanti non appena mi avvicino al rullo dei bagagli, per fortuna, non aumento l’attesa per chi mi aspetta fuori. Come previsto piu’ di una persona si avvicina e chiede di aiutarmi, e’ un modo per guadagnarsi da vivere. Non gli do attenzione perche’ sono concentrata a cercare i miei compagni! Ecco Flavia che mi da il benvenuto con “Akwaaba Annalisa”! Sono felicissima di vederla.

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Nel centro di Accra non vedo molto movimento, strade larghe, poca illuminazione. Nella periferia vedo molte piu’ persone e macchine, bancarelle che vendono di tutto, ancora poca illuminazione e sistema di drenaggio urbano formato da canali a cielo aperto ai lati delle strade. Continuo a sentire quell’odore. Impieghiamo circa 30 minuti per arrivare ad UPCO, il posto dove lavorero’ per i prossimi 12 mesi e dove vivremo (le stanze sono nella stessa struttura). Le camere sono semplici con due letti e un frigorifero. Fa molto caldo. Oltre a Flavia conosco anche le altre 2 volontarie, Katia and Radka che sono arrivate qualche giorno fa anche loro come Flavia. Ora il team e’ completo!

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Chiedo alla fine a Flavia se anche lei sentisse l’odore che sentivo io e provo a descriverglielo, mi dice che e’ sicuramente l’odore dell’Africa. Al momento non c’e’ acqua corrente perche’ c’e’ appena stata una pioggia torrenziale e per qualche giorno manchera’ l’acqua. Utilizziamo quella raccolta dalla pioggia o del serbatoio. La corrente anche salta per qualche ora di tanto in tanto. Andiamo a cena in un ristorante a qualche centinaio di metri da casa, ci sono ancora tante barcche e bancarelle che vendono di tutto, anche se sono passate le 22. Camminare per strada diventa un tantino complicato quando non c’e’ un marciapiede, l’illuminazione e’ bassissima e ai lati della strada ci sono i canali aperti per il drenaggio. Sono stanca per sistemare le mie cose, monto la zanzariera e vado a dormire in quello che ora sembra il letto principesco accompagnata dall’odore dell’Africa.

 

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2 thoughts on “L’odore dell’Africa

  1. Pingback: …riassunto delle puntate precedenti… | Annalisa Foglia' blog

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